Mi disgustarono
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Questo mondo è diviso in vincitori e vinti. Solo che i primi sono 3 ed i secondi 3 miliardi. Come si può vivere ottimisti? la sua canzone più
IMPORTANTE
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FABER E I
GIGLI DI P APA'
GIGLI DI P APA'
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De André col
suo amico
e
poeta Riccardo Mannerini
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AVEVA UNA CONVINZIONE GRANITICA in quello che raccontava, come una spada medievale entra nella carne del nemico, allo stesso modo lui, pacificamente, infondeva una certezza nell'animo altrui che condividevi immediatamente. Certo, ero molto rapito (ma non glielo davo a vedere) e anche parlasse di Al Bano, l'avrei ascoltato con piacere. Ma l'imparavi subito a memoria quel che diceva. Le parole, anche quelle sceme, s'imprimevano nella mente. Spiazzante nel ragionamento, originale per le mie vedute che un borghese convenzionalista non sono proprio, o meglio, quelle che mi parevano visioni erano invece in realtà sognate piccine (donne piccoline). Gli credevi proprio, eri persuaso del suo discorso carsico.
A ME SEMBRAVA D'ESSERE entrato in un film. Avrei voluto che ci fossero state le telecamere del mondo che ci riprendessero: "Ci sono io con Fabrizio 'sto giro". Io e lui, a zonzo in centro a Riccione, sconciamente sbronzi. A pensarci adesso mi viene da sorridere e soffrire, una sofferenza per il fatto che non potrà più accadere e forse è stato anche un premio. Primo perché è successo, secondo perché non potrà succederà più. Aveva una convinzione granitica in quel che raccontava, come una spada medievale che apre la carne del nemico. Allo stesso modo Faber, pacificamente, infondeva una certezza nel proprio animo e condividevi tutto quel che diceva, mi ritrovavo interessato, molto rapito (ma non glielo davo a vedere però per non deluderlo). Quel che diceva lo capivi subito, quasi a memoria. Le parole, anche quelle sceme, s'imprimevano nella mente all’impronta. Gli credevi proprio, ero persuaso del suo discorso carsico e mi piaceva starlo ad ascoltare, a parlare, guardarlo in faccia, fumarci una sigaretta assieme, bere un doppio whisky.
A ME SEMBRAVA D'ESSERE entrato in un film. Avrei voluto che ci fossero state le telecamere del mondo che ci riprendessero: "Ci sono io con Fabrizio 'sto giro". Io e lui, a zonzo in centro a Riccione, sconciamente sbronzi. A pensarci adesso mi viene da sorridere e soffrire, una sofferenza per il fatto che non potrà più accadere e forse è stato anche un premio. Primo perché è successo, secondo perché non potrà succederà più. Aveva una convinzione granitica in quel che raccontava, come una spada medievale che apre la carne del nemico. Allo stesso modo Faber, pacificamente, infondeva una certezza nel proprio animo e condividevi tutto quel che diceva, mi ritrovavo interessato, molto rapito (ma non glielo davo a vedere però per non deluderlo). Quel che diceva lo capivi subito, quasi a memoria. Le parole, anche quelle sceme, s'imprimevano nella mente all’impronta. Gli credevi proprio, ero persuaso del suo discorso carsico e mi piaceva starlo ad ascoltare, a parlare, guardarlo in faccia, fumarci una sigaretta assieme, bere un doppio whisky.
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Uno
scorcio di Parco Portobello di Gallura,
luogo dove avvenne il "misfatto" |
ERA CONSIDERATO UN mito del momento nella Sardegna dei Vip e quella sera (forse avrebbe dovuto anche capire che era una sorte quasi obbligata) nel parco residenziale di Portobello di Gallura, c'era anche lui. Nell'aria si respirava più il fatto che ci fosse De André, più della festa stessa. Fabrizio era stato trasformato in una festa, lui era diventato la festa. "Volevano sentire suonare e cantare con Fabrizio De André", per portarsi via una canzone scippata in gruppo e che lo voleva mettere su una sedia facendolo cantare a tutti i costi come un Juke Box. Cosa che Fabrizio non sopportava, figuriamoci. Anzi, erano dinamiche, queste ingerenze, che detestava, odiava, non tollerava proprio, erano un limite alla sua immensa nostalgia di libertà.
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Una tremebonda imponderabilità
Una tremebonda imponderabilità
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Quei
giorni perduti a rincorrere il vento
a
chiederci un bacio e volerne altri cento
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IN QUELLA SERATA CALDA, estiva, camicie di seta sbottonate e rigorosamente bianche stirate di pane o Lacoste casual verdi bottiglia a non finire. Quando Faber con la prima moglie Puny, andarono alla festa in una di quelle ville nel parco residenziale di Portobello di Gallura, zona frequentata da personaggi noti, si pensava al solito incontro fra gente coi soldi e occupata sempre in questioni poco chiare ma assai remunerative, a quanto pare. Medici, avvocati, politici, imprenditori, magistrati, gente non abituata a sentirsi dire di no.
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Fabrizio che non vuole palesemente mettere i
suoi piedi
sul cuscino e la faccia rivela che la cosa gli scoccia
giustamente,
guardate che volto basito e scocciato e pure Nanda
Pivano
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DA
QUEL MOMENTO le decisioni
di Faber, in quel contesto ormai divenuto ostile ad ogni ricettore
ancora attivo. In pratica, sono tutti tentativi abortiti ancor prima
di nascere, quelli che ti danno il messaggio che tutto è sotto
controllo, quando sei in alto mare, ne hai una fottuta necessità.
Garantisco, se ce ne fosse la "bisognia", è
così. Non sa dove andare Faber, restare, andare via, incazzarsi e
far una scenata a voce alta o far finta di nulla. Ma non ci riuscì.
Inizia a camminare da solo, in silenzio. La gente, lo nota, capirai.
Dice un "Vi
saluto belin" ad
alta voce e si dirige verso casa con una bottiglia di whisky in mano
fregata al baccanale. o happening involuto. Un party da
dimenticare. E' una
notte che De André piange per "essere
corrisposto nelle serate estive", ma
lo fa senza capirlo, perché è l’unico modo di dimostrare di voler
bene al mondo ed essere accolto, ma il meccanismo è cosi labile,
fragile che non s'avvera, come non s'avvera neppure per noi. Niente!
Anche quella sera, De André, finì con la chitarra in mano, con suo
grande disgusto per quella gente che lo voleva a tutti i costi dietro
un microfono improvvisato su di un soppalco realizzato al momento un
pò goffamente. Ma quello che+è più grave per Fabrizio, è che
tutti se ne sono fottuti dei suoi stati d'animo, del suo umore, come
voleva passare la serata. No, doveva cantare e come stesse lui, non
gliene fregava nulla a nessuno.